“Sono tornato per te” il nuovo capolavoro di Lorenzo Marone.

È una storia di amore e dolore quella raccontata da Lorenzo Marone, è la storia di una giovane coppia, che decide di scegliersi, di scoprirsi, contro tutti, nonostante tutto, nonostante la guerra che incombe sulla loro giovinezza, falciando freddamente i sogni appena sbocciati di due innamorati. Cono e Serenella sono l’esempio, la testimonianza, di quanto essenziale, possa, essere il lume flebile dell’amore, della famiglia, che nemmeno il soffio gelido della guerra è in grado di spegnere. Cono in guerra sperimenta quanto è doloroso per l’uomo accorgersi solo nel dolore e nello sconforto, quanto immensamente è importante e fondamentale la normalità di ritrovarsi a casa, intorno alla tavola con i propri cari, quanto è importante e fondamentale quella camminata, libero, nei campi che lavora e che ama. Cono costretto a partire per la guerra, sperimenta la frustrazione di essere impotente, di dover essere obbligato a stare in silenzio, per salvarsi quel poco che resta di se stesso, di ciò che la guerra ha consumato. Leggendo la storia di Cono, mi sono ritrovata a sentirmi la sua ombra, a volte coraggiosa nel scoprire la bellezza delle cose semplici – come il prepare i biscotti con la nonna – a volte invece, timorosa ed impaurita, mi sono nascosta, dietro le spalle di un giovane uomo, che della guerra ha visto l’orrore. Ho sentito l’odore della guerra, che Cono sentiva nei vagoni dei treni, che sapevano di muffa, sudore, di aria che mancava, a tutti quei poveri disgraziati, diretti nei campi di concentramento. Ho sentito sulla mia pelle, lo sconforto di Tore di essere lí prossimo a morire, ogni qualvolta davanti ai suoi occhi, un uomo veniva fucilato, perché aveva risposto ai tedeschi, perché si era ribellato o perché era vecchio ed il suo corpo era intralcio nei lavori forzati. Come ombra di Tore, terrorizzata, ho sentito il rumore delle ossa rotte ai prigionieri, sotto le torture; ho ingoiato come Tore tanti perché, chiedendomi anch’io perché un uomo possa essere così crudele ed un uccidere un altro uomo. Come un’ombra alle spalle di Cono, ero lí nelle fredde notti, in cui cercava calore nei ricordi, di una vita così lontana. Ero lì, accanto a Cono, a vedere uomini diventati suoi amici morire, a suon di colpi di fucile o di stenti, o di cancrena, per quelle ferite che nessuno poteva curare. Lorenzo Marone è stato di una maestria senza confini, nella stesura del suo libro, poiché capace di trasportare il lettore, lì, accanto al protagonista. Accanto a Cono, sotto l’assedio nazista, in silenzio, mentre la sua anima gridava, denunciava, violenze fisiche e psicologiche che quegli assassini praticavano agli uomini, alle donne ed ai bambini. Ma dentro la guerra, attraverso gli occhi di Cono, ho visto anche la bellezza sbocciata in un campo di concentramento: in quelle baracche, impidocchiate, dove le mura erano di ghiaccio come la pietra in petto ai tedeschi, è stata capace di germogliare l’amicizia, tra uomini, che non si erano mai visti e che insieme si era ritrovati in un incubo senza fine. Palermo, Gaston, Fiorillo, Patrick, Sasà sono tra quelli che hanno dato a Cono, un motivo in più, per scorgere, in quell’ orrore, qualcosa di bello; come bello fu l’incontro che Cono ebbe con un altro prigioniero, amante della pittura che con i suoi dipinti rendeva la sua barracca più luminosa rispetto alle altre. Lorenzo Marone porta il lettore in una storia d’amore, che ha resistito alla guerra, alla crudeltà, ai comportamenti degli uomini più disumani. Cono è sopravvissuto grazie agli incontri sul ring che si disputavano la notte, è sopravvissuto, perché voleva tornare dalla sua amata. In un campo di concentramento, una storia d’amore ha resistito, alla morte, al dolore, all’atrocità. Come un fiore sorto tra la neve, in memoria di chi tra quella neve di un campo di concentramento ci è morto, in memoria di chi oggi, continua a morire, per colpa di uomini che ancora non hanno capito che la guerra è solo ribrezzo, è solo morte e la morte è solo non essere più visti, mentre chi resta cerca il suo caro in un soffio di vento.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *