La mia battaglia contro il mostro

Mi dà sempre una certa emozione, raccogliere le testimonianze di vita di chi chiedo di ascoltare. Mi immedesimo nelle loro paure, faccio mio il loro timore di sbagliare le parole o non trovare quelle giuste, mi immedesimo, ma non sono io chi parla, non sono io chi sulla sua pelle ha vissuto ciò che inizierà a raccontarmi. Immedesimarsi non è essere l’altro, è semplicemente tentare di indossare la sua anima, un po’ stropicciata dalla paura e farcela calzare addosso, anche se sai che non è della nostra misura. Eppure dare ascolto aiuta, aiuta a scrollare di dosso di chi parla, un po’ del suo sconforto, un po’ del peso che un mostro, senza pietà alcuna, appoggia sulle spalle e sul cuore, di chi diviene la sua nuova casa per affondare i suoi affilati artigli. Ed eccomi qui, a scrivere, la testimonianza di Rosanna Di Palma, un’amica storica della mia mamma, un’amica di infanzia, di parto, di mille avventure. Rosanna è solare come il sole splendente in un cielo azzurro senza nuvole, Rosanna è dolce e divertente allo stesso tempo, Rosanna è moglie, mamma e nonna, Rosanna è forte e coraggiosa, “lo è sempre stata” – dice la mia mamma – ma la dose di forza e coraggio è aumentata grazie, purtroppo, alla battaglia che ha dovuto affrontare contro il tumore al seno. “Un mostro” – lo definisce lei- che entra nel corpo di una donna, in silenzio, insediandosi lì, nel seno destro o sinistro o in entrambi se è bastardo al quadrato. Rosanna mi racconta che il suo è stato un tumore di primo grado ed il campanello di allarme, che le ha tolto il sonno di notte ed il sorriso di giorno, è stata la fuoriuscita di un liquido dai suoi capezzoli. Inizia così la sua corsa per capire la natura di quel liquido, la causa scatenante. Inizia così per Rosanna la trafila degli esami della prolattina, di un’ecografia mammaria e di una mammografia, i cui esiti, sono tutti negativi, nessun esame alcuno dà una risposta al cos’è quel liquido; che intanto continua a fuoriuscire, indisturbato, disturbando la vita tranquilla di Rosanna. La nostra Rosanna, nel maggio 2015, si rivolge allora ad un senologo di Salerno, un Santo lo definisce lei, che visti i risultati negativi dei suoi esami, la invita a restare sotto controllo, dandole appuntamento ad ottobre. “Ma aimé!” – esclama Rosanna- io ad ottobre al controllo non ci sono andata, ritorno dal senologo, solo a febbraio, dell’anno dopo, con il cuore a mille e le gambe tremanti, perché facendomi la doccia, sotto il mio seno sinistro ho avvertito dei noduli! Inizia così la mia nuova corsa per esami più approfonditi, utili a capire lo stadio della mia malattia oncologica ed il trattamento da fare per affrontarla”. Rosanna viene sottoposta a quadractomia ascellare il 31 marzo del 2016. Dopo la convalescenza e quando il suo corpo è pronto alla seconda fase del trattamento, inizia il 5 giugno, il ciclo di radioterapia, che sarà di 34 sedute e che terminerà in piena estate, il 10 agosto. Rosanna mi ha raccontato la sua testimonianza, a piccoli passi, interrompendosi qualche volta e scusandosi se non ha usato le giuste parole. La rincuoro, è stata chiara, chiarissima, ha detto tutto nei giusti termini, l’unica ingiustizia è l’aver incontrato sulla sua strada il mostro. ”Sai Giuditta, mi reputo fortunata se sono qui a raccontare ciò che ho vissuto sulla mia pelle, voglio con la mia testimonianza essere di aiuto alle donne che stanno combattendo contro il tumore al seno. Voglio dire loro che siamo delle guerriere, che siamo forti, nonostante la paura, nonostante l’ansia che ci assale ogni volta ai controlli!”. I controlli, sì, bisognerebbe spingere noi donne, a sottoporci ai controlli, regolarmente; bisognerebbe fare campagne di prevenzione sui controlli da fare, bisogna sensibilizzare tanto sulla tematica del tumore al seno. Sensibilizzazione che noi, dell’Associazione Ipazia, portiamo nel nostro piccolo avanti, attraverso la raccolta di testimonianze come quella di Rosanna, attraverso la nostra presenza a manifestazioni importanti, l’ultima delle quali a cui abbiamo partecipato, è stata la maratona che si è svolta il 15 ottobre a Napoli, in Piazza Plebiscito, grazie alla Komen Comitato Campania, attivissima nella prevenzione e nella lotta al tumore al seno, alla quale onorati dell’invito abbiamo partecipato. Rosanna ha avuto per tutto il tempo del suo racconto, la voce incrinata dall’emozione, in fondo sapere che il tuo corpo è divenuto la casa di un mostro come il tumore, è devastante, inspiegabile, inaccettabile. “Ho avuto paura, paura per me, paura per i miei cari. Ho avuto paura durante la terapia, ho paura tutt’ora ai controlli. La preghiera però è stata balsamo per me, è stata sollievo, è stata aiuto. Oltre la preghiera, è stata fondamentale la solidarietà delle donne, che ho incontrato nelle sale di attesa degli studi medici, nelle corsie dell’ospedale. Donne guerriere, che nonostante gli occhi lucidi, abbiamo la forza di sorriderci, spronandoci a non mollare”. Termina il suo racconto, così, Rosanna, con gli occhi lucidi e un sorriso. Mi chiede ancora se abbia sbagliato qualcosa nel raccontarsi. Non hai sbagliato nulla Rosanna, è il tumore uno sbaglio, uno scarabocchio che la ricerca medico scientifica dovrebbe cancellare dalla vita delle persone. Buona vita donne. A chi sta affrontando questo mostro vi auguro di essere forti, non siete sole. Se vi è di aiuto parlarne, come ha fatto la nostra Rosanna, noi siamo qui, per ascoltare la vostra testimonianza.

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