Il nonno

Morì giovane il nonno: 67 anni… Giovane eppure addosso ne mostrava tanti di anni.

Le unghie indurite, le rughe, gli acciacchi di chi nella vita non si è mai seduto abbastanza.

Faceva il muratore il nonno : cazzuola e caldarella il corredo del suo lavoro.

Aveva le braccia stanche il nonno, ne aveva impastato di calce e cemento…

La schiena dolorante per le pietre di tufo che aveva trasportato a mano, per costruire case e chiese.

Era alto e magro, il nonno.

D’estate lo vedevi sempre in canottiera, ne aveva tante, tutte verdi, come la speranza di poter lavorare anche domani.

Nascosta forse dietro i suoi occhi azzurro cielo c’era tutta la sua forza.

D’autunno, indossava camicie blu dalle maniche arrotolate…

Dei mesi freddi non ricordo cosa indossava…

Ricordo solo che se ne andò sul finire di un novembre di tanti anni fa…

Prima di quel giorno, ricordo che aspettavo con ansia che tornasse da lavoro…

mentre mangiava la sua pasta dei soldati irrorata di sugo,

me ne stavo seduta sotto la tavola a scrostare i suoi pantaloni di schizzi di impasto di acqua e cemento….

mi piaceva quel rito tutto mio, forse perché quei resti facevano parte di nuove storie di mattoni e di vita che il nonno aveva costruito…

Del tempo della vendemmia ricordo la sua felicità: amava il buon vino e orgoglioso lo preparava con le sue mani…

era allegro il nonno, canticchiava vecchie canzoni in napoletano…

“o surdate n’ammurate” – era il suo pezzo forte…

Il nonno era solare ma anche nervoso e se si arrabbiava mandava alle stelle l’intero calendario!

Lavoro, canzoni, borbottii e campagna le sue passioni, cornici di un quadro che aveva al centro la famiglia…

di cui godette poco…

Morì giovane il nonno: 67 anni…

aveva ancora tanto da vedere,

aveva ancora tanto da vedere di noi nipoti …

ci conobbe bambini e ci lasciò tali…

Quando vedo un anziano davvero anziano provo sempre un pò di invidia…

per ciò che il nonno non ha vissuto…

Sorrido se mi capita di vedere nonni amorevoli e grati…

Mi urtano i nonni non amorevoli, quelli non grati, che calpestano la fortuna di poter ancora vedere la bellezza della vita, la continuità del loro sangue, rendendo vano il tempo che la vita regala…

Mio nonno Gaetano è stato nonno per poco tempo…

pochissimo…

eppure il suo ricordo ancora vive, a distanza di quasi 30 anni dalla sua morte, in un giorno di novembre, di tanti anni fa…

La sua cazzuola, che teneva preziosa come una bomboniera, è diventata vecchia e arrugginita…

eppure capace ancora di raccontare storie nate dalle pietre che l’una sull’altra, con calce e cemento, il nonno ha unito…

1 commento su “Il nonno”

  1. Sempre toccano le corde del cuore,le tue storie!E questa del nonno l’hai resa dolce,dolce assai. Un nonno di valore.
    Un nonno da amare ovunque sia. Un nonno da mandargli baci nel vento.
    Un nonno che ha fatto storia.
    Un nonno che ha lasciato un segno indelebile nel cuore della famiglia . Un nonno bello da leggere. ❤💚🙏

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