“I noccioleti ciglionati di Visciano: il valore dell’agricoltura tradizionale nelle zone montane.” Articolo a cura dell’Assessore all’agricoltura di Visciano, Dott. Sabato Castaldo.

Durante una visita sul campo, ho avuto l’opportunità di incrociare uno dei giovani agricoltori che gestisce un noccioleto in zona montana (a Visciano). Ho chiesto a lui quali sono le principali criticità che incontra nella gestione del suo terreno e quali sono le ragioni che lo spingono a continuare a coltivare in queste zone difficili.

Giovanni Montanaro, in verità io lo chiamo Giovannino, mi ha spiegato che la mancanza di infrastrutture e la difficoltà di trovare lavoratori disponibili rappresentano minacce importanti. Ma nonostante queste ed altre difficoltà, il giovane agricoltore (Giovannino) ha deciso di rimanere.
Le zone montane rappresentano spesso una sfida per l’agricoltura: terreni impervi e difficili da lavorare, condizioni climatiche avverse, difficoltà di trasporto e commercializzazione dei prodotti.
Eppure, proprio in queste zone, si conservano tradizioni antiche di coltivazione e di gestione del territorio, che rappresentano un patrimonio inestimabile per la biodiversità e per la bellezza del paesaggio.

Uno degli esempi più interessanti di agricoltura tradizionale in zona montana sono i “noccioleti ciglionati“. Si tratta di terreni collinari o montani, in cui i noccioli sono coltivati su terrazzamenti e i ripiani sono sostenuti da scarpate di terra anziché da muretti, “ciglioni”, per proteggerli dall’erosione e per sfruttare al meglio la pendenza del terreno. Questi terrazzamenti sono stati costruiti con fatica e con grande abilità dai contadini locali negli anni passati, e rappresentano un vero e proprio patrimonio culturale e ambientale.

Oggi, purtroppo, molti di questi noccioleti ciglionati sono abbandonati o trascurati, a causa dell’emigrazione dei giovani verso altre occupazioni lavorative e della difficoltà di sostenere economicamente un’attività agricola in zone remote e poco accessibili.
Tuttavia, ci sono ancora dei giovani agricoltori che scelgono di rimanere in queste zone e di dedicarsi alla
coltivazione dei noccioli, riscoprendo la bellezza e il valore di questo paesaggio antico.
Uno dei segreti per la sopravvivenza dei noccioleti ciglionati è la loro grande resilienza ecologica: la coltivazione del nocciolo, infatti, è molto adatta ai terreni poveri e sconnessi delle zone montane, e richiede poca manutenzione e poca irrigazione.

I noccioleti ciglionati sono un esempio di agricoltura tradizionale che contribuisce alla creazione di paesaggi vitali e suggestivi. La presenza dei ciglioni e dei noccioli conferisce un aspetto caratteristico e culturale unico, come descritto anche nel volume “PAESAGGI RURALI STORICI per un catalogo nazionale”, che riporta in dettaglio il paesaggio dei noccioleti ciglionati del Vallo di Lauro e del Baianese: “un patrimonio incomparabile di paesaggi forgiati dall’uomo nel corso dei secoli, rappresentativi delle tante civiltà che hanno lasciato impronte sui
nostri territori.”

La valorizzazione di queste attività agricole tradizionali nelle zone montane è importante per la conservazione del paesaggio e della biodiversità, ma anche per la creazione di opportunità economiche. La produzione di nocciole di qualità permette ai giovani agricoltori di avere un reddito sufficiente per vivere senza dover abbandonare la propria terra e la propria identità culturale. La sfida per il futuro sarà quella di trovare soluzioni innovative per superare le difficoltà logistiche ed economiche, mantenendo vivo questo patrimonio di conoscenze e di esperienze e garantendo un futuro sostenibile per l’agricoltura tradizionale e le comunità locali.                                                                               Sabato Castaldo

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