“Dove sono?”

Immersi nei giochi, tra le onde;

dispersi in un’orde

di cadaveri umani,

senza nome.

Inghiottiti dai fiotti d’acqua salata

forse, credono di essere giunti

nella città sotterranea,

lontani dalla miseria umana.

Piccole mani agitano negli abissi,

salutano gli amici vicini:

accanto qualcuno si è addormentato,

convinto di essere già in un mondo fatato.

Laggiù regna il silenzio;

la notte oscura

non è la giusta cura

per queste anime fragili che hanno paura.

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