Dalla parte dei bambini.

Ci sono posti ritenuti così sicuri, accoglienti, dove un bambino può rifugiarsi, nella sua innocente tranquillità, lasciando il mondo fuori, a girare su se stesso, con le sue maschere e le sue finzioni. Perché lo insegnano a tutti, da bambini, che là fuori il mondo può essere cattivo, che le caramelle non devono essere accettate dagli sconosciuti, perché non sono caramelle vere, sono inganni incartati con carta stagnola colorata e là fuori, il mondo è pieno di sconosciuti che vogliono ingannare i bambini. Mai fidarsi del mondo fuori, lo dicono spesso mamma e papà, lo ripetono i nonni, gli zii, mai fidarsi di chi non conosciamo. Brutta favola questa, brutta e bugiarda, perché il mondo cattivo, può avere le mura di casa tua o della casa di chi credi ti voglia bene, e tu bambino, ti fidi senza paura…. Ci sono tante storie dietro ogni tendina alla finestra, ci sono silenzi che le mura di casa trattengono a stento, ci sono violenze, abusi denunciati per ridare dignità a chi è stato violato dei suoi sogni, del suo io… Ma ci sono anche storie che non vengono denunciate, perché poi la gente parla, perché certe storie poi danno scandalo, perché certi fatti si lavano in famiglia, ma le macchie degli abusi, sull’animo di un bambino non si lavano via, restano lí a far rumore, tutta la vita… I mostri non vivono nelle favole: questa è la verità. Il mostro ha a volte, purtroppo, un volto familiare, col sorriso stampato in faccia e sempre alla ricerca di un pretesto per essere vicino ad un’anima indifesa… Il mostro a volte è coperto da chi vive con lui, sempre per la solita storia che non bisogna dare scaldalo, quindi ha campo libero, perché se il mostro è così, allora così deve essere. Ogni scusa è buona per trovare un contatto con il bambino, lo vuole tenere in braccio quando guardano insieme la TV, lo accarezza se nessuno lo guarda, lo bacia in bocca, cosí d’improvviso, mentre nei suoi occhi di fuoco, si rispecchiano gli occhi di terrore della vittima; quando è proprio fortunato, il mostro, mette le sue luride mani sulle parti intime di quell’indifeso corpo immacolato. Il mostro ha delle tattiche, le caramelle sempre in tasca, i regali sempre pronti, la continua cantilena sussurrata alle orecchie del bambino, rassicurandolo che fa tutto questo perché gli vuole bene, il mostro si fa promettere dalla vittima che non deve farne parola con nessuno, perché del bene non se ne deve fare la spia. Il mostro sceglie spesso i bambini più taciturni, perché sono prede facili, quelli che parlano poco… può però capitare che si sbaglia nella sua malata scelta e la vittima che sceglie è spigliata, attenta, ribelle… ed accade così che pur essendo solo un bambino, quel bambino mette nel sacco il mostro, perché lo dice alla sua mamma, al suo papà, perché nota che il mostro è strano con la sorella o il fratellino, e parla, allerta, chiede aiuto, fa domande, perché le risposte che finora ha avuto dai genitori, le vede sottosopra, perché capisce che non c’è più differenza tra favola e realtà, perché ha visto un mostro uscito dalle pagine dei libri… la richiesta di aiuto di un bambino, la sì può ritrovare nella sua vocina, nei suoi occhi, ma anche nei suoi disegni, nei suoi sogni a metà mentre si gira e rigira nel letto, nei suoi dolori di pancia che non hanno diagnosi, nel suo rifiuto di andare in quella casa, in quel luogo…più si perde tempo, più non si guardano negli occhi i bambini, più i marchi degli abusi e delle violenze dilagano nella loro piccola, immensa anima. Quando un bambino chiede aiuto, finiscono gli abusi ma iniziano altre prove, che necessitano di amore, tanto amore per essere affrontate. Indagini, deposizioni, testimonianze al giudice, visite mediche, un mondo immenso, che un bambino non merita di vedere, per colpa di un mostro. Cambia tutto quando una tragedia così si abbatte nella vita di un bambino, cambia la luce nei suoi occhi, cambia l’umore in casa, vacilla la serenità, tremano i sogni, il ieri, l’oggi ed il domani…Il domani, com’è il domani di un bambino che ha subito violenze? Com’è? È un domani con i suoi cerotti attaccati addosso, i cerotti della forza, della resilienza, della fiducia che ancora si deve dare al mondo, perché non sono tutti mostri… No, non esistono solo mostri. Occorre guardare i bambini, ascoltarli, occorre denunciare, occorre salvare, gridare giustizia, al minimo sospetto. Esistono ancora oggi, chissà quante storie, chiuse dietro le finestre, di abusi e violenze, che non vengono denunciate, perché sennò è uno scandalo, perché poi la gente parla… E mentre si resta in silenzio, per non far parlare la gente, un bambino muore, muore nel silenzio della sua anima mentre grida ma nessuno l’ascolta.

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