19 marzo 1994 : la camorra uccide don Peppe Diana.

Sembrava che al braccio portasse un cestino in vimini pieno di semi di pace.

Seminava ovunque semi di pace, semi di bene…

Su ogni strada che percorreva seminava.

In quelle più pericolose,insisteva di più…

Perché anche tra le pietre possono nascere i fiori.

Era dalla parte dei giovani,li invogliava a non smettere mai di sentirsi bambini…

Proclamava la meraviglia, don Peppe Diana, mettendo in panchina lo sfarzo…

“Ai santi- brontolava – le feste fatele nel cuore!…

Ma i camorristi amano le feste, i botti, i colpi di pistola…

E la festa fecero a don Peppe Diana, il giorno del suo onomastico di 30 anni fa…

La festa durò il tempo di cinque pallottole, che gli spararono addosso…

Sangue innocente tinse di orrore la sagrestia, nido di andata e di ritorno per chi sentiva il bisogno di amore…

Cinque pallottole chiusero per sempre gli occhi di un uomo che per le strade seminava il bene, denunciando il male…

In quelle più impervie insisteva di più…Perché tra le pietre possono nascere i fiori..

Ed è proprio di fiori così che bisogna continuare a parlare.

Pur recisi, profumano di coraggio per l’eternità.

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